Falsi Risvegli.

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PRESS 

Il Mattino:contiene dieci tracce che sono una sorta di incontro tra il melodico e lo psichedelico, il post-rock più profondo e lo sperimentalismo d’ispirazione Canterbury”: Leggi l’articolo completo.

Traks: Ottimo esordio, quello di Francesco Santagata, ricco di spunti interessanti e di buone sensazioni sonore. Forse la voce andrebbe utilizzata più spesso, anche se tutto sommato le composizioni suonano complete così come sono proposte. Piacciono anche gli svolazzi imprevisti che qui e là Santagata si concede.”: Leggi la recensione completa.

Linea Press: “inizia un viaggio strumentale che non ha bisogno di parole, un incedere che non stanca dove i pur dichiarati riferimenti alla scena prog di Canterbury rappresentano solo un colore diffuso, un punto di partenza, tra beat incalzanti dalle retrovie e carezze uditive a decorare temi quanto mai riusciti.
Trovano spazio anche bossanova e gipsy/rock ma dal gusto un po’ più acido, piccole schegge del  background a tutto tondo di Francesco”: Leggi la recensione completa.

Qualcosa di Napoli: “Un disco che armonizza atmosfere fantastiche che ci conducono lì dove nasce il post-rock più intenso e profondo e dove risuonano passionali e magiche armonie che ricordano le prime e più vibranti composizioni degli Jethro Tull e dei Genesis di Peter Gabriel fino allo sperimentalismo elettro-prog degli Emerson Lake & Palmer.”: Leggi la recensione completa.

Suoni distorti magazine: “Se siete amanti della musica d’autore dove non esistono barriere ed amanti “dell’inaspettato” (passatemi il termine) suggerisco l’ascolto di questo ‘Falsi Risvegli’. Sicuramente non un disco come quelli di cui usualmente vi parlo, ma un ascolto che ho trovato interessante e convincente.”: Leggi la recensione completa. 

Whiplash: “O trabalho incorpora elementos da cena prog de Canterbury e de trilhas-sonoras e pós-rock.”: Vai all’articolo.

New Prog Releases: Vai all’articolo.

Etc….

Radio 

Jammin Urban Radio: a qualcuno piace live: Link per ascoltare l’intervista.

Radio Kemonia: il binario beatLink al live.

DUE PAROLE SU FALSI RISVEGLI

“Questo disco è stato composto dalle due di notte alle sette del mattino in un periodo in cui il sonno pareva proprio non avere alcuna voglia di farmi visita. Ricordo ancora quanto tempo impiegavo a capire se fossi sveglio o stessi in realtà già dormendo profondamente. I miei sogni cambiavano di volta in volta. Come un fulmine, non cadevano mai nello stesso punto. Per questo l’ho chiamato Falsi Risvegli, in omaggio ai miei dubbi serotini sul sonno e la veglia. Probabilmente è a causa di questa gestazione che il lavoro risulta febbrile ed eterogeneo, in grado di far passare da scenari post-rock ad allucinate bossa nova, da percussioni impanicate a violini cinematografici, da muri di suono noise a momenti più estatici. Il tratto comune è l’atmosfera sospesa che percorre l’intero album. Originariamente doveva essere una raccolta di colonne sonore composte per il teatro, ma avendo creato tutti i brani nello stesso periodo, capisco solo ora che la metamorfosi era inevitabile. Da miscellanea a lavoro unitario. Dal sonno alla veglia, dalla veglia al sonno. Sempre incapace di scegliere fra i due.”

L’album è uscito il 30 Settembre in digitale e CD per NaDir e Tippin’ The Velvet. La realizzazione dell’album si fonda sui principi etici DIY senza tuttavia venire meno ai criteri di professionalità e qualità della produzione. Prima produzione del collettivo NaDir di cui Francesco è parte integrante, rigetta la filiera SIAE per una più virtuosa, quella delle Creative Commons. La marcatura temporale dei brani, inoltre, è stata effettuata con Patamu, assieme al quale il collettivo NaDir tiene settimanalmente uno sportello gratuito di consulenza legale sulle produzioni indipendenti e la tutela intellettuale presso lo Scugnizzo Liberato, nel cuore di Napoli.

Musicisti Aggiuntivi:

Viviana Ulisse: violino in Giulio’s theme e Dissyntheria (promo version)
Marcello Vitale: assolo di chitarra in Nadir 
Luca Sabata: batteria in Cerchi Di Fumo, Dissyntheria e Nadir 
Caterina Bianco: violino in Nadir (promo version) 
Federico Nisci: basso in Nadir (promo version) 
Luca Paolella: pianoforte in Nadir (promo version) e timpano in Giulio’s theme 

Registrato, mixato e masterizzato da Luca Paolella e Federico Nisci 

Foto e artwork: Serena Concilio 
Grafica: Marta Calò

FALSI RISVEGLI ON-LINE

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Su Falsi Risvegli.

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Questo disco è stato composto dalle due di notte alle sette del mattino in un periodo in cui il sonno non aveva alcuna voglia di farmi visita e, in un certo senso, mi ha aiutato ad entrare nella fase REM preclusami dal pessimo stato dei miei nervi.

Ricordo ancora quanto tempo impiegavo a capire se fossi sveglio o stessi in realtà già dormendo e avevo di volta in volta la sensazione di ritrovarmi in uno stato onirico diverso. Per questo l’ho chiamato Falsi Risvegli, perché in quel periodo, di notte, non mi era chiarissima la distinzione tra ciò che era reale e ciò che era immaginario. Credo che a causa di questa gestazione ne sia uscito un lavoro febbrilmente eterogeneo in grado di passare da scenari post-rock ad allucinate bossa nova, da percussioni impanicate a violini cinematografici, da passaggi noise a momenti estatici.

Originariamente doveva essere una raccolta di colonne sonore composte per il teatro, ma dal momento che i brani sono stati creati con il mood che vi descrivevo era, forse, inevitabile che diventasse anche qualcos’altro: un lavoro a modo suo unitario.

La realizzazione (dalla registrazione con Luca Paolella e Federico Nisci, al video del singolo in uscita a cura di Stefano Romano, alla copertina ad opera di Serena Concilio e Marta Calò, al lavoro pratico per quanto riguarda tutti i passaggi con Gianluigi Manzo) ha alla base i principi dell’etica DIY senza però venire meno ai criteri di professionalità della realtà che mi hanno appoggiato nella produzione: il collettivo NaDir/Napoli Direzione Opposta e l’etichetta indipendente Tippin’The Velevet.
In più, questo disco nasce dal lavoro con il NaDir FAQtory in collaborazione con Patamu, lo sportello sulle produzioni culturali settimanalmente attivo negli spazi dello Scugnizzo liberato, che è stato fondamentale nel dirigermi verso decisioni in sintonia con la mia idea di cultura e che mi ha portato a optare per licenze in Creative Commons e marca temporale di Patamu.

Questo è più o meno tutto quello che c’è dietro questo disco ma, come diceva Frank Zappa, parlare di musica è come ballare di architettura, e per questo è proprio arrivato il momento di farvi ascoltare qualcosa.
A presto.
Ci siamo per davvero.
Un abbraccio.

P.s. Aspettatevi una bella bomba in uscita
P.p.s Il 30 settembre eseguirò parte del repertorio di questo disco in quartetto durante il compleanno dello Scugnizzo Liberato.

Sul mio primo disco da solista.

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Fondamentalmente si tratta di una raccolta di colonne sonore che ho composto per il teatro e all’inizio era un progetto disordinato e un po’ senza senso.

Però io sono fatto così, quando comincio a fissarmi su un’idea diventa un’ossessione e lo stato ossessivo è la condizione attraverso cui il mio istinto mi avverte che vale la pena continuare a sbatterci la testa contro. (La cosa è diventata malsana quando non sapevo più se stavo scrivendo musiche per gli spettacoli teatrali o perché volevo completare questo disco).

È stato concepito nella mia cameretta in orari, dalle due di notte alle sei del mattino, in cui tendenzialmente si dovrebbe sognare e del sogno ha la caratteristica di sfumare da un mood all’altro in maniera non sempre coerente ma con una serie di impressioni e di melodie che di tanto in tanto in tanto si ricorrono passando da un brano all’altro.

E dunque, a lavoro in via di ultimazione, credo che, nonostante i miei sforzi, questo disco continui a suonare disordinato ed imperfetto, ma di quell’imperfezione che mi appartiene e che ha il sapore più della sincerità che dell’approssimazione.

L’unica imperfezione che riesco ad accettare.

Perché?

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Perché no?

Suono ormai da un po’ di anni e non mi è mai passato per la testa di dovermi occupare, per la mia musica, di pagine Facebook, siti internet o pubblicizzazioni varie . Non perché io non ci tenga, sia chiaro, suonare è la cosa più importante di tutte, ma perché farlo è quanto di più lontano esista dal mio carattere.

Con la vecchiaia che avanza, però, s’è svegliata la voglia di condividere con qualcuno questi miei amati sforzi, sperando che oltre ad arrivargli possano addirittura piacergli.

Et voilà: blog, pagina Fb, numero di telefono per chiacchierate a domicilio e fatti vari….

In più, c’è da dire che  i progetti a cui sto lavorando, col tempo, sono aumentati parecchio e attraverso questo blog potrei mostrarli a quelle sparute persone che si chiedono “ma quello scombinato di Francesco Santagata che caspita sta facendo?”.